Ho un impianto solare di 15 anni fa, si è rotto e non trovo i pezzi di ricambio. Cosa posso fare?
Sottotitolo: Le alternative possibili quando il vecchio impianto solare termico non si può più riparare.
Quando l'impianto solare è stato installato, era una scelta all'avanguardia. Un collettore sul tetto, un boiler a doppio serpentino, la promessa di acqua calda (quasi) gratis per decenni. Poi, col passare del tempo, qualcosa si rompe. La pompa si blocca, la centralina dà errori, il boiler perde. Si chiama l'installatore, e arriva la doccia fredda: il modello non si produce più, i pezzi di ricambio non si trovano, e nessuno vuole metterci mano.
Succede. I pannelli solari termici di prima generazione hanno ormai 15-20 anni. I produttori cambiano linea, i componenti elettronici diventano obsoleti, gli idraulici formati su quelle tecnologie vanno in pensione. La domanda non è "perché è successo", ma "cosa si può fare adesso".
Scenario 1 Il boiler è ancora integro, la parte solare è morta
Se il boiler a doppio serpentino è ancora in buono stato, non buttarlo. È un pezzo di valore. Puoi trasformare l'impianto in un sistema ibrido.
Soluzione 1 Integrazione con pompa di calore
Si toglie il vecchio collettore solare dal tetto (o lo si lascia come paravaleno) e si collega al boiler una pompa di calore aria-acqua. La pompa di calore è una tecnologia matura, i pezzi di ricambio si trovano, e qualsiasi installatore serio la conosce.
Costo: la pompa di calore da sola costa tra 3.000 e 6.000 euro, ma sfrutti il boiler esistente. Inoltre, puoi accedere alle detrazioni fiscali (50-65 per cento).
Soluzione 2 Passaggio a fotovoltaico + scaldacqua elettrico
Se il tetto è esposto a sud, puoi rimuovere il vecchio collettore termico e installare pannelli fotovoltaici. L'energia prodotta alimenta uno scaldacqua elettrico (anche quello esistente, se ancora funzionante) o una pompa di calore. In questo caso produci sia elettricità che acqua calda, non solo la seconda.
Se vuoi mantenere la copertura del tetto bassa, valuta i pannelli fotovoltaici termici (PVT). Questi moduli producono contemporaneamente elettricità e acqua calda, occupando lo stesso spazio di un pannello termico ma con il doppio beneficio . L'efficienza totale di un sistema PVT può raggiungere l'89 per cento, perché l'estrazione del calore raffredda le celle fotovoltaiche e ne migliora la produzione elettrica . L'investimento iniziale è superiore (circa il 20-30 per cento in più del solo fotovoltaico), ma l'energia totale utile è fino al 50 per cento superiore .
Scenario 2 L'intero sistema è obsoleto
Se il boiler perde, i collettori sono opachi, la centralina è morta e nessuno ti garantisce un lavoro, la soluzione più saggia è rifare tutto da capo, ma con intelligenza.
Passo 1 Valutare cosa si può riutilizzare
Le tubazioni di mandata e ritorno, se in buono stato e di diametro adeguato, possono restare. Anche la struttura di supporto sul tetto, se robusta, si può adattare ai nuovi pannelli.
Passo 2 Scegliere la nuova tecnologia
Le opzioni sono tre.
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Solare termico tradizionale (nuovo): Se il tuo fabbisogno è solo acqua calda e lo spazio sul tetto è limitato, il solare termico ha ancora senso. Un impianto moderno ha efficienze termiche del 60-80 per cento e dura 25 anni .
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Fotovoltaico + pompa di calore: Investimento più alto, ma produci anche elettricità. Adatto se hai spazio per più pannelli e vuoi ridurre anche la bolletta della luce.
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Pannelli PVT: Soluzione ibrida ideale per chi ha poco spazio e vuole sia acqua calda che elettricità .
Passo 3 Smaltire il vecchio impianto
I collettori solari termici sono costituiti per l'80 per cento da vetro e alluminio, materiali riciclabili. Il boiler, se in acciaio, va smaltito come rottame metallico. Non abbandonarli sul tetto.
Un caso reale
Un condominio di 12 unità a Brescia aveva un impianto solare termico installato nel 2007. Nel 2024 la centralina si è rotta e il produttore non esisteva più. Hanno valutato tre preventivi.
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Riparazione con componenti aftermarket: impossibile, nessuna compatibilità.
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Sostituzione solo dei collettori e della centralina: 18.000 euro.
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Rimozione totale e installazione di fotovoltaico con pompa di calore centralizzata: 42.000 euro, ma con detrazione del 50 per cento e risparmio anche sulla bolletta elettrica delle parti comuni.
Hanno scelto la terza opzione, con un ritorno stimato in 8 anni.
Domande da farsi prima di decidere
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Il boiler è ancora in buono stato? Se sì, si può riutilizzare.
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Le tubazioni sono integre? Se sì, si risparmia sulla manodopera.
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Quanto spazio c'è sul tetto? Se poco, i pannelli PVT sono la scelta migliore.
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Qual è il budget? La soluzione più economica è riutilizzare il boiler con una pompa di calore.
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Quali incentivi sono disponibili? Le detrazioni per ristrutturazione (50 per cento) e per ecobonus (65 per cento) si applicano anche alle sostituzioni.
Schema riassuntivo
| Condizione impianto | Soluzione consigliata | Costo indicativo (impianto singolo) |
|---|---|---|
| Boiler ok, collettori rotti | Pompa di calore + boiler esistente | 3.000 - 6.000 euro |
| Boiler ok, collettori rotti, si vuole elettricità | Pannelli fotovoltaici + scaldacqua elettrico | 5.000 - 10.000 euro |
| Boiler ok, collettori rotti, poco spazio | Pannelli PVT (fotovoltaico + termico) | 7.000 - 12.000 euro |
| Tutto da rifare | Fotovoltaico + pompa di calore | 10.000 - 18.000 euro |
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