PUN e PSV: quei due numeri che non capisci in bolletta (e che ti costano caro)

PUN e PSV: quei due numeri che non capisci in bolletta (e che ti costano caro)

Cosa sono, come funzionano e perché dovresti conoscerli prima di scegliere un'offerta di luce o gas.

Hai mai guardato la bolletta della luce o del gas e letto una voce che diceva qualcosa come "Prezzo della materia prima parametrato al PUN" o "PSV"?

Se hai alzato le spalle pensando "roba tecnica, non mi riguarda", sappi che quei due acronimi – PUN per l'elettricità e PSV per il gas – possono fare la differenza tra una bolletta normale e una salata. Decine, a volte centinaia di euro all'anno.

In questo articolo spiego, senza giri di parole e senza formula complicate, cosa sono, dove li trovi in ​​bolletta e come usarli per scegliere l'offerta giusta.

Cosa sono PUN e PSV? La versione semplice

PUN significa Prezzo Unico Nazionale. È il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia. Viene aggiornato ogni mese dall'Autorità (ARERA).

PSV significa Prezzo di mercato del gas. È la stessa cosa, ma per il gas naturale. Anche questo viene aggiornato mensilmente.

In pratica, PUN e PSV sono come il prezzo del pane all'ingrosso per il panettiere. Il panettiere lo paga un certo prezzo e poi lo rivende a te con un ricarico.

Quando la tua bolletta è legata al PUN o al PSV, il prezzo della materia prima che paghi segue l'andamento di questi indici. Se l'indice sale, la tua bolletta vendita. Se scende, la tua bolletta scende.

Dove li trovi in ​​bolletta

Nella bolletta della luce, cerca una voce simile a: "Spesa per la materia prima calcolata sulla base del PUN" o "Prezzo indicizzato al PUN".

Nella bolletta del gas, cerca: "Prezzo della materia prima parametrato al PSV" o "Offerta indicizzata al PSV".

Se non li trovi, vuol dire che hai un'offerta a prezzo fisso, bloccato per un certo periodo. In quel caso il tuo fornitore si è preso il rischio di oscillazione del PUN o del PSV. E te lo fa pagare, di solito con un prezzo leggermente più alto della media.

Esempio specifico

Immagina di avere un'offerta luce con prezzo della materia prima uguale a PUN del mese più 0,03 euro per kWh.

A gennaio il PUN è 0,10 euro per kWh. Tu paghi 0,13 euro al kWh.
A febbraio il PUN vendita a 0,15 euro al kWh. Tu paghi 0,18 euro al kWh.
A marzo il PUN scende a 0,09 euro al kWh. Tu paghi 0,12 euro al kWh.

Con un'offerta a prezzo fisso, invece, avresti pagato sempre 0,14 euro per kWh, indipendentemente dalle oscillazioni.

Quale conviene? Dipende. Se i prezzi salgono, conviene il prezzo fisso. Se scendono, conviene l'indicizzazione. Nessuno ha la sfera di cristallo. Ma conoscere il meccanismo ti permette di capire cosa stai firmando.

Conviene un'offerta indicizzata a PUN o PSV?

Opzione:

  • Se i prezzi scendono, risparmia subito.

  • Di solito ha un ricarico più basso, perché il fornitore non si prende rischi.

  • È trasparente: sai esattamente come viene calcolata la bolletta.

Svantaggi:

  • Se i prezzi salgono, paghi di più.

  • Devi monitorare l'andamento dei prezzi.

  • Può essere volatile e imprevedibile.

In generale, le offerte indicizzate a PUN o PSV sono adatte a chi vuole trasparenza e ha la possibilità di assorbire qualche oscillazione. Le offerte a prezzo fisso sono più adatte a chi cerca stabilità e non vuole sorprese.

Domande da fare al venditore prima di firmare

Se un venditore ti propone un'offerta indicizzata a PUN o PSV, fai queste tre domande.

Prima domanda: qual è il ricarico applicato sul PUN o sul PSV? Quanto mi costa?

Seconda domanda: il prezzo si aggiorna ogni mese? C'è un ritardo?

Terza domanda: c'è un prezzo minimo garantito o un prezzo massimo?

Se il venditore non sa rispondere, cambia fornitore.

Riassunto finale

Ecco i punti chiave da ricordare.

PUN è il prezzo all'ingrosso dell'elettricità. PSV è il prezzo all'ingrosso del gas.

Se la tua offerta è indicizzata a PUN o PSV, il prezzo della materia prima in bolletta segue l'andamento di questi indici. Più salgono, più paghi. Più scendono, meno paghi.

Le offerte a prezzo fisso sono più stabili ma di solito hanno un ricarico più alto.

Non esiste una scelta giusta in assoluto. Dipende dal mercato e dalla tua propensione al rischio.

Prima di firmare, fai sempre le tre domande al venditore.

Prossimo articolo

Nel prossimo articolo parleremo del corrispettivo di commercializzazione: quella voce fissa in bolletta che molti ignorano, ma che può fare la differenza tra un'offerta e l'altra.

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