Cosa sono, come funzionano e cosa fanno i Comuni Italiani
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) . Non si tratta solo di una moda, ma di una vera e propria rivoluzione nel modo di produrre e consumare energia, pensata per avvicinare i cittadini, le imprese e le istituzioni verso un futuro più sostenibile. Ecco una guida completa per capire cosa sono, come funzionano e quali risultati stanno ottenendo in Italia.
Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili
Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è un soggetto giuridico che riunisce cittadini, attività commerciali, enti pubblici e piccole e medie imprese con un obiettivo comune: produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili a livello locale .
L'idea di base è semplice e rivoluzionaria: invece di comprare l'energia da grandi società lontane, i membri di una CER collaborano per generare energia pulita (solitamente tramite pannelli solari) sul proprio territorio per poi usarla insieme. I vantaggi sono molteplici e si basano su tre pilastri fondamentali :
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Vantaggi ambientali: riduzione delle emissioni di CO₂ abbandonando progressivamente le fonti fossili.
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Vantaggi economici: risparmio in bolletta per i membri grazie a minori perdite di trasmissione e accesso a incentivi statali.
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Vantaggi sociali: redistribuzione dei benefici economici alle fasce più vulnerabili della popolazione, contrastando la povertà energetica .
Come funzionano
Il funzionamento di una CER si basa sull'autoconsumo diffuso. I membri possono ricoprire due ruoli distinti :
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Produttori (prosumer): installano impianti fotovoltaici (sui tetti delle proprie abitazioni o aziende) e immettono l'energia in eccesso nella rete condivisa.
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Consumatori (consumer): utilizzano l'energia prodotta localmente, senza necessariamente possedere un impianto, beneficiando comunque di tariffe agevolate.
La gestione operativa è affidata a un soggetto gestore (spesso una fondazione, una cooperativa o un ente tecnico come Solar Valley) che si occupa di tutta la parte burocratica, della rendicontazione dei flussi energetici e della comunicazione con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), l'ente statale che eroga gli incentivi .
Il GSE riconosce un contributo economico per l'energia rinnovabile prodotta e condivisa all'interno della CER . Questo incentivo viene poi ripartito tra i membri, riducendo concretamente il costo delle bollette.
Casi studio di CER in Italia
Le CER non sono solo un progetto per il futuro: in Italia sono già operative e stanno dando ottimi risultati. Ecco alcuni esempi significativi.
Cer Valle Camonica (Lombardia)
Un progetto ambizioso che coinvolge 23 Comuni della Comunità Montana di Valle Camonica, con una potenza da installare di circa 3 MW. Si configura come una CER intercomunale di vaste dimensioni, perfettamente in funzione .
Villanovaforru (Sardegna)
Uno dei primi esempi in Italia: qui è nata una CER costituita da un gruppo di cittadini in un piccolo comune di meno di 700 abitanti. L'impianto fotovoltaico da 54,4 kW è stato installato sul tetto della palestra della scuola media ed è collegato a 40 utenze tra private e commerciali .
Solisca - Turano Lodigiano (Lombardia)
La prima comunità energetica rinnovabile in Lombardia. Due impianti fotovoltaici (34 kW e 13 kW) installati sul campo sportivo e sulla palestra producono circa 50.000 kWh all'anno, a beneficio della parrocchia, di 9 utenze del Comune e di 23 famiglie .
Cer Magredi e delle Risorgive (Friuli-Venezia Giulia)
Costituita dai Comuni di San Quirino, Cordenons e Roveredo in Piano, con il coinvolgimento di Ascom e Croce Rossa. Il primo nucleo operativo coinvolge 40 utenze elettriche, con l'obiettivo di contrastare la povertà energetica e rafforzare la cooperazione tra Comuni .
Fondazione Cer Italia
Un caso unico nel suo genere: è la prima CER a trazione pubblica italiana, che riunisce 43 Comuni da tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte. La maggior parte di questi Comuni ha meno di 5.000 abitanti e non avrebbe avuto la forza di costituire una comunità da sola. L'adesione è gratuita e permette ai membri di beneficiare subito degli incentivi .
Cer Roero (Piemonte)
Nata nel maggio 2024, questa CER conta già 30 Comuni soci e una produzione stimata di 3.830 MWh di energia condivisa all'anno. È stata premiata come "Comunità Energetica dell'anno 2025" .
Cosa fanno i Comuni Italiani
Il ruolo delle amministrazioni comunali è cruciale nel promuovere e supportare la nascita delle CER. I Comuni non si limitano a dare il permesso, ma spesso diventano promotori attivi e membri della comunità .
Ecco le principali azioni intraprese dai Comuni italiani:
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Diventano "prosumer" pubblici: come nel caso di Genova, che ha aderito a CERMAGe (Comunità Energetica Metropolitana) mettendo a sistema gli impianti fotovoltaici esistenti e futuri sul proprio patrimonio comunale, producendo e condividendo energia .
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Costituiscono CER intercomunali: l'esempio più eclatante è la Fondazione Cer Italia con 43 Comuni aderenti, ma anche la Cer Valle Camonica (23 Comuni) e la Cer Roero (30 Comuni) dimostrano la forza dell'unione tra piccoli centri .
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Attivano sportelli informativi e patti di collaborazione: il Comune di Mirano (Venezia) ha attivato un sito internet ufficiale e uno sportello informativo per cittadini, imprese e associazioni interessate a partecipare al progetto "CER Mirano One" . Anche il Comune di Carmagnola ha messo a disposizione un indirizzo email dedicato per nuove adesioni .
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Coinvolgono attivamente la cittadinanza: a Quattordio e Fubine Monferrato, i sindaci hanno promosso la CER "Porta del Monferrato" con una visione condivisa: produrre localmente energia pulita e redistribuirla a beneficio della collettività. Ad oggi sono oltre 150 i punti di consumo attivi tra cittadini, imprese e amministrazioni .
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Comunicano e fanno rete: in Trentino, la Camera di Commercio insieme al BIM Adige Trento sta organizzando incontri sul territorio per far conoscere le CER. Sono già nate esperienze come la CER Fiemme e la CER Sarca, dove gli Enti pubblici fanno da apripista per favorire la successiva partecipazione dei privati .
Il futuro delle CER in Italia
L'Italia è un paese all'avanguardia in Europa nella promozione di questo modello. La normativa europea (direttiva RED II) e quella nazionale incentivano la nascita di queste comunità, considerate uno strumento essenziale per la transizione ecologica .
L'obiettivo è chiaro: creare una rete integrata e diffusa sul territorio in cui l'energia non sia più solo un costo da subire, ma una risorsa da gestire collettivamente per il bene del pianeta e della comunità . Che si tratti di un piccolo paese di 700 abitanti come Villanovaforru o di una rete di 43 Comuni, il modello delle CER sta dimostrando che la forza della transizione energetica risiede proprio nella capacità del territorio di fare rete .
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