The Smile. Quando il legno sfida la gravità

The Smile. Quando il legno sfida la gravità

The Smile, quando il legno sfida la gravità


Londra, 2016. Durante la London Design Festival, al centro della Somerset House, viene installata una struttura temporanea che attira l’attenzione di tutto il mondo. Si chiama The Smile. È lunga 34 metri, alta 3,5 e larga 4,5, e sembra fluttuare. A sostenerla non c’è acciaio, non c’è cemento. C’è solo legno.
Ma non un legno qualunque. È CLT – Cross-laminated Timber, legno lamellare incrociato.
Si tratta di pannelli massicci ottenuti incollando strati di tavole di legno con le fibre
incrociate perpendicolarmente. Il risultato è un materiale strutturale con resistenza
paragonabile al calcestruzzo, ma con un peso specifico molto inferiore.
Il progetto è firmato da Alison Brooks Architects, in collaborazione con Arup per
l’ingegneria e American Hardwood Export Council (AHEC) come committente.
L’architetto Alison Brooks racconta così la sua creatura:
“The Smile è un enorme tubo cavo e ricurvo, realizzato in tulipier o strati incrociati. Tocca il terreno in un solo punto, come una ruota. Entrando attraverso un ingresso creato laddove la parte curva incontra il terreno, il visitatore può camminare da un capo all’altro del tubo, lungo 34 metri, per scoprire un nuovo tipo di spazio che si innalza gradualmente verso la luce.” Sulle perforazioni nelle pareti, che lasciano filtrare la luce, aggiunge:
“Lungo le pareti, piccole perforazioni conservano alla luce del sole di disegnare diversi motivi sul pavimento durante tutto l’arco della giornata. Questi fori daranno al visitatore la misura di come la struttura si comporti, in quanto posizionati laddove ci sono meno tensioni strutturali.”
Sull’esperienza dello spazio:
“La forma di The Smile suggerisce che possa dondolare. La forma stessa è un invito a testare se il padiglione si muove.”

Il punto di vista dell’ingegnere Andrew Lawrence
Lawrence (Associate Director di Arup) definisce l’impresa tecnica in questi termini:
“The Smile è la struttura più complessa mai costruita in CLT. Ogni aspetto è spinto al limite assoluto. Mostra davvero il potenziale dei legni di latifoglia nei campi delle costruzioni.”
Spiega poi la sfida ingegneristica:
“Non solo ha una doppia mensola, ma la porta d’ingresso è posizionata esattamente al centro, dove le sollecitazioni sono massime. Stiamo effettivamente guardando due mensole da 15 metri.” Per rendere possibili risultati significativi, ma The Smile rappresenta il progresso più importante perché segnerà il primo uso di pannelli industriali di legno duro CLT.

Perché parlare del The Smile oggi in Italia?


The Smile offre tre lezioni importanti per progettisti italiani.
La prima lezione riguarda il materiale utilizzato: il CLT in legno duro è una realtà non più sperimentale. Il tulipwood americano utilizzato è risultato più resistente dell’abete tradizionalmente usato per il CLT. La seconda lezione invece, insegna che il legno è un’alternativa concreta in tempi di guerra. I prezzi di acciaio e cemento sono aumentati oggi e il CLT prodotto in Europa è meno esposto alle fluttuazioni dei prezzi.
L’ultima lezione riguarda infine la leggerezza strutturale che permette di fare a meno delle fondazioni. A causa di reperti archeologici presenti sotto il sito non sono state possibili fondazioni tradizionali e la soluzione è stata una culla centrale in legno lamellare riempita con 20 tonnellate di contrappesi in acciaio.


CLT in Tulipwood — Dati tecnici

Materiale Tulipwood (L. tulipifera)
Pannelli 12 elementi, max 14 × 4,5 m
Spessori 140 mm (centrale) / 100 mm (estremità)
Volume 70 m³
Superficie 150 m²
Contrappesi 20 t acciaio

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