Dai pali conficcati nel terreno dell'antica Europa alle innovative strutture in X-Lam, l'arte di costruire con il legno ha radici antichissime.
Quando pensiamo alle case in legno, spesso le immaginiamo come un'innovazione moderna, legata alla sostenibilità ambientale e alle nuove tecnologie di prefabbricazione. In realtà, l'architettura in legno è la più antica forma di costruzione dell'umanità. Per millenni, prima della pietra e del cemento, il legno è stato il materiale principale per costruire ripari, abitazioni e persino luoghi di culto. Conoscere le sue origini aiuta a comprendere perché oggi, nel 2026, questa tecnica sta vivendo una straordinaria rinascita.
Le origini: pali e tronchi nell'antica Europa
In Europa, come in tutte le regioni ricche di boschi, il legno fu il primo materiale da costruzione a essere utilizzato. Le più antiche case in legno conosciute risalgono a epoche molto remote e presentavano una struttura semplice ma efficace: coppie di pali infissi nel terreno, su cui poggiavano travi orizzontali che sostenevano il tetto, realizzato in paglia o altri materiali vegetali .
Questa tecnica primitiva prevedeva che il tetto potesse arrivare fino a terra o essere sollevato dal suolo tramite paletti posti ai lati dei pali principali. Esempi notevoli di questa tipologia sono stati rinvenuti a Jemgum, presso Emden in Germania, e risalgono al VI-VII secolo dopo Cristo .
Con il passare dei secoli, da queste semplici strutture si svilupparono sistemi costruttivi sempre più complessi. Tra questi, il Blockbau (conosciuto in norvegese come lafteverk e in svedese come knuttimring) ebbe probabilmente origine nell'area alpina per poi diffondersi in Europa orientale e in Scandinavia. Questa tecnica, caratterizzata da pareti "a strati" costituite da tronchi disposti orizzontalmente, mostrava una maggiore affinità con le costruzioni in pietra e rappresentò un'evoluzione significativa .
Le grandi civiltà e il ruolo del legno
Anche nelle grandi civiltà antiche il legno giocò un ruolo fondamentale, anche se spesso come materiale "nobile" o complementare. Nell'antico Egitto, le costruzioni in legno ebbero un grande sviluppo già intorno al 2700 a.C., soprattutto nella realizzazione di edifici residenziali. L'influenza di questa edilizia minore è tale che gli stessi ordini architettonici successivi derivano direttamente da forme vegetali: basti pensare alle colonne palmiformi, papiriformi e campaniformi dei templi egizi, che imitavano fasci di steli di papiro e palme .
Analoghe tecniche costruttive furono impiegate nella fiorente architettura in legno che si sviluppò in Persia, India, Cina, Giappone e in tutto il Sud-est asiatico. In Giappone, ad esempio, le abitazioni Yajoi (200 a.C. circa) e la loro evoluzione nelle successive case Minka rappresentano un esempio straordinario di come il legno possa essere utilizzato per creare strutture leggere, flessibili e perfettamente integrate con l'ambiente naturale, anticipando concetti che l'architettura occidentale riscoprirà solo millenni dopo .
In Grecia e a Roma, il legno fu utilizzato prevalentemente come materiale complementare della muratura. Venne impiegato per realizzare la parte resistente delle chiusure orizzontali (i solai), le partizioni interne e le chiusure verticali, come nel celebre opus craticium romano, una tecnica a graticcio antenata delle nostre case a telaio. Tuttavia, si trattava sempre di un'architettura "minore", tanto che non si può individuare una vera e propria cultura della casa in legno in questi contesti classici, dove la pietra e il laterizio dominavano la scena .
L'apogeo del Medioevo: la varietà delle tecniche
È dal Medioevo che si hanno certezze più solide sulle tecniche costruttive, poiché molti edifici in legno di quell'epoca sono giunti fino a noi, seppur con restauri e modifiche. In questo periodo si affermarono due fondamentali modi di costruire, che hanno influenzato l'architettura fino ai giorni nostri .
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Il procedimento "a setti" (o "a piani"): L'edificio è pensato come generato da piani portanti che determinano allo stesso tempo lo spazio costruito e la struttura.
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Il procedimento "a gabbia" (o a telaio): Uno scheletro portante (una "gabbia" di travi e pilastri) definisce una griglia strutturale, all'interno della quale lo spazio viene poi chiuso con tamponature.
La scelta di un sistema rispetto all'altro dipendeva da molti fattori: la ricchezza forestale del territorio, la sensibilità dei costruttori e, in maniera determinante, il clima.
Nel corso del Medioevo si svilupparono tecniche regionali fortemente caratterizzate. In Inghilterra e nell'Europa centrale divenne tipico il graticcio (half-timber work), un sistema a telaio in cui il legno costituiva l'intelaiatura della parete, con gli spazi vuoti riempiti da mattoni, pietre o intonaco . Case a graticcio, spesso con piani superiori sporgenti, sono ancora oggi un'immagine iconica di molte città storiche europee.
In Scandinavia, invece, dove le foreste di conifere offrivano tronchi lunghi e diritti, si sviluppò e perfezionò la tecnica della parete a tronchi verticali (stave), che raggiunse il suo apice nelle celebri chiese in legno norvegesi (stavkirke), capolavori di ingegneria e intaglio. La più antica struttura lignea superstite in Inghilterra, la chiesa di Greenstead nell'Essex (costruita intorno al 1015 d.C.), presenta proprio una parete a tronchi verticali, inizialmente infissi nel terreno e successivamente su una base in mattoni .
Testimonianze dal mondo: un patrimonio globale
L'architettura in legno non è certo un fenomeno solo europeo. In tutto il mondo si trovano testimonianze straordinarie di questa antica arte.
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In Germania, le case in legno del XVI secolo sono considerate esempi per antonomasia dell'architettura domestica europea moderna. Queste strutture, spesso adornate con intricate incisioni e decorazioni a graticcio, presentano tetti spioventi, piani superiori sospesi e finestre a reticolo .
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In Norvegia, le chiese a stave rappresentano l'apice dell'architettura lignea medievale, con strutture complesse e decorazioni che mescolano elementi cristiani e pagani.
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In Giappone, il santuario di Ise viene ricostruito integralmente in legno ogni vent'anni, mantenendo vive tecniche costruttive millenarie.
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In Cina, antichi palazzi e templi in legno, come quelli della Città Proibita, testimoniano la straordinaria capacità di realizzare strutture complesse senza l'uso di chiodi, basandosi su sofisticati sistemi di incastri.
Dalla tradizione all'innovazione: il legno nel XXI secolo
Dopo un lungo periodo di oblio, durante il quale il cemento armato è stato il protagonista indiscusso dell'edilizia, il legno sta vivendo una straordinaria rinascita grazie alle nuove tecnologie. Il sistema costruttivo X-Lam (o legno lamellare incrociato) ha rivoluzionato il settore: i pannelli in legno massiccio, composti da più strati incrociati, offrono una resistenza e una stabilità paragonabili a quelle del cemento, ma con tempi di costruzione molto più rapidi e un impatto ambientale infinitamente minore.
Oggi, costruire in legno non significa più rinunciare alla modernità, ma anzi abbracciare un futuro più sostenibile. Le case contemporanee in legno, come dimostrano progetti come Casa Larun a Tregnago (Verona), con la sua struttura leggera e le ampie vetrate, sono l'emblema di un nuovo modo di abitare, che unisce efficienza energetica, design e rispetto per l'ambiente .
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