L'Ecobonus è la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Nel 2026 è ancora attivo, ma con aliquote ridotte rispetto al passato e regole più stringenti. Ecco cosa puoi ancora detrarre e come farlo correttamente.
Cos'è l'Ecobonus
L'Ecobonus consente di detrarre dall'IRPEF (o dall'IRES per le imprese) una percentuale delle spese sostenute per migliorare l'efficienza energetica di un immobile esistente. Non si applica alle nuove costruzioni.
Le aliquote nel 2026
Con la Legge di Bilancio 2025, le aliquote dell'Ecobonus sono state ridotte e differenziate in base al tipo di immobile:
- Prima casa: detrazione al 50% per la maggior parte degli interventi
- Altri immobili: detrazione al 36%
- Interventi trainanti in condominio (cappotto, impianti centralizzati): fino al 70-75% se si migliora la classe energetica dell'edificio
La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo.
Quali lavori sono agevolati
Gli interventi ammessi all'Ecobonus nel 2026 sono:
- Isolamento termico (cappotto esterno o interno, isolamento del tetto e del pavimento)
- Sostituzione degli infissi (finestre, porte-finestre con doppio o triplo vetro)
- Sostituzione della caldaia con modelli a condensazione in classe A o superiore
- Installazione di pompe di calore per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria
- Installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda
- Schermature solari (tende, veneziane esterne, frangisole)
- Micro-cogenerazione ad alto rendimento
- Sistemi di building automation (domotica per la gestione energetica)
- Colonnine di ricarica per veicoli elettrici (se abbinate ad altri interventi Ecobonus)
Cosa non è più agevolato
Dal 2025 sono usciti dall'Ecobonus ordinario:
- Le caldaie a gas autonome (non più incentivate come intervento singolo)
- Gli interventi già coperti dal Superbonus (ora in fase di esaurimento)
I requisiti tecnici
Per accedere all'Ecobonus è necessario che gli interventi rispettino i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti dal decreto MISE. In pratica, ogni intervento deve garantire un miglioramento misurabile dell'efficienza energetica dell'immobile, certificato da un tecnico abilitato.
Come si richiede
- Affidare i lavori a un'impresa regolare con partita IVA e in regola con le normative edilizie
- Pagare con bonifico parlante riportando causale specifica, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa
- Richiedere all'impresa la scheda tecnica dell'intervento e l'asseverazione di un tecnico abilitato
- Inviare la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale dedicato
- Indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF)
Ecobonus e cessione del credito
Come per il bonus ristrutturazione, dal 2024 la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati aboliti anche per l'Ecobonus ordinario. Nel 2026 è possibile solo la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.
Fanno eccezione alcuni interventi condominiali avviati prima del blocco, per i quali le pratiche già in corso possono essere completate.
Conviene ancora nel 2026?
Sì, soprattutto per chi vuole sostituire gli infissi, installare una pompa di calore o isolare l'abitazione. Con un'aliquota al 50% sulla prima casa, metà della spesa viene recuperata in 10 anni. Per una sostituzione di infissi da 10.000 euro, il risparmio fiscale è di 5.000 euro — 500 euro all'anno per un decennio.
Chi ha un'IRPEF capiente e programma lavori di efficienza energetica ha ancora tutto l'interesse a sfruttare questa agevolazione.
Fonti
- Agenzia delle Entrate – Risparmio energetico: le agevolazioni fiscali
- ENEA – Portale Ecobonus
- Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024)
- GSE – Guida agli incentivi per l'efficienza energetica
0 commenti